La guerra dei browser

Era il 1995 quando iniziò la guerra tra Netscape Navigator e Internet Explorer, a quell’epoca i due browser più diffusi per navigare sul web.

Sono passati quasi 20 anni e la guerra continua ancora oggi.

I primi browser

Il WorldWideWeb (WWW) è un sistema ipertestuale basato su internet nato a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 da Tim Berners-Lee.
Fu lo stesso Berners-Lee poi nel 1991 a dare vita al primo browser WorldWideWeb che prese successivamente il nome di Nexus.

Verso la fine del 1992 anche altre piattaforme oltre Windows poterono giovare della navigazione in internet.
Nacquero ad esempio Line Mode Browser, ViolaWWW e Erwise per Unix e MacWWW per Mac. Nonostante tutti questi browser fossero dei semplici visualizzatori HTML diedero perlomeno modo a tutti gli utenti di avere una scelta tra piattaforma e browser.

Nel 1993 ci fu la prima svolta.
Venne alla luce Mosaic che divenne molto velocemente il browser web per eccellenza.

È proprio sulla base di Mosaic che molti sviluppatori intrapresero la strada verso la creazione di altri browser, ma fu solo Marc Andreessen (uno sviluppatore di Mosaic) che fece la differenza. Fu lui infatti che fondò la Netscape Communications Corporation e realizzò il browser Netscape Navigator.

Era il 1995.

Sul mercato Netscape Navigator era l’unico browser in grado di visualizzare le pagine nel momento stesso che venivano caricate e grazie alla sua politica “free” diventò estremamente popolare.

Verso la metà dello stesso anno la cara Microsoft entrò in guerra con Netscape con la prima versione del suo browser ancora oggi protagonista: Internet Explorer.

La politica di Microsoft

Dal momento della sua nascita e ancora oggi, la politica di Microsoft non è mai cambiata. L’azienda di Redmond rilascia Internet Explorer in bundle con i suoi sistemi operativi.
È facile quindi intuire perché ancora oggi Internet Explorer sia così diffuso.

Questa politica è stata attaccata per anni dai rivali di Microsoft.
Già in passato AOL (diventata proprietaria di Netscape Navigator) denunciò Microsoft alla corte federale per pratiche monopolistiche.
Non più tardi del 2007 anche Opera Software, azienda norvegese che ha dato vita all’omonimo browser Opera, ha presentato un ricorso contro Microsoft alla sezione Antitrust della Commissione Europea per politiche di mercato scorrette volte a danneggiare i concorrenti.

Il caro Bill Gates (il fondatore di Microsoft) ormai ci deve essere abituato a tutte queste denunce e con molta probabilità tiene nel suo cassetto segreto una lista di azioni da fare ogni volta che gliene arriva una. Il sistema di difesa è così rodato che nessuno è mai riuscito a contrastare questa politica di Microsoft.

I tempi però oggi sono diversi, gli utenti sono più attenti e il dominio incontrastato di Internet Explorer non è poi più così marcato.

 La guerra continua

Oggi viviamo la seconda guerra dei browser.

Microsoft ha ucciso Netscape Navigator grazie alla sua politica.
Nel 2002 infatti la diffusione di Internet Explorer era pari al 96%, praticamente senza rivali.
Netscape però fece una scelta fortunata prima di soccombere definitivamente, mise nelle mani della non-profit Mozilla Foundation il codice sorgente del suo browser.

La Mozilla Foundation diede una nuova vita al codice che ereditò.
Era il 9 novembre 2004, Mozilla da alla luce Firefox 1.0.

Insieme a Mozilla, un’altra azienda tutt’ora in guerra era presente in quegli anni: Opera.

Mozilla e Opera presero la decisione più giusta per la loro sopravvivenza: collaborarono insieme.
Nello stesso 2004 il traguardo più grande della loro collaborazione fu lo sviluppo di uno standard che prende il nome di Web Hypertext Application Technology Working Group (WHATWG). Si tratta di una community di persone interessate allo sviluppo del codice HTML e tecnologie collegate ad esso, garantendo la retro compatibilità.

WHATWG è una tappa estremamente importante nei nostri giorni per i browser che usiamo.

La community veniva in risposta alla decisione del World Wide Web Consortium (W3C) di abbandonare lo standard HTML in favore di quello basato su XML. Cosa che alla fine per fortuna non avvenne grazie a loro; XML o più precisamente l’XHTML non garantiva retro compatibilità.

Inizialmente in contrasto con il W3C, WHATWG nel 2007 trovò un’accordo con loro dando vita ad una collaborazione che ancora oggi va avanti per la promozione di un nuovo standard: l’HTML5. Insieme alla Mozilla Foundation e Opera Software, Apple Inc. era la terza protagonista di questo traguardo.

 La guerra oggi

Internet divenne uno strumento molto popolare e le aziende non ci misero molto a capire che era un campo da seminare e bene.
Apple Inc. già a partire dal 2003 lanciò il suo browser Safari adottando la stessa politica Microsoft, ossia mettendolo di default nel suo sistema operativo Mac OS X.
Qualche anno dopo, era il 2008, Google lancia Chrome.

Oggi sono tutti loro i protagonisti di questa guerra:

  • Internet Explorer
  • Mozilla Firefox
  • Opera
  • Google Chrome
  • Safari

La lotta è spietata.

Le aziende rilasciano release su release alla velocità della luce, aggiungono nuove feature, velocizzano sempre di più la renderizzazione e il caricamento delle pagine.

Chi vince?

I dati per l’anno appena concluso sono strabilianti.
Secondo StatCounter la statistica in campo desktop (tralascio in questo articolo la navigazione attraverso tablet e smartphone) per l’anno 2013 è la seguente:

Vediamo le percentuali in dettaglio:

  • Chrome 42,63%
  • IE 29,25%
  • Firefox 20,82%
  • Safari 4,84%
  • Opera 1,15%

Chrome vince alla grandissima e la sua quota di mercato è destinata a crescere ancora e ancora.
Fa sorridere Internet Explorer, che dal 96% di diffusione nel 2002, passa a meno del 30% nel 2013.
Firefox si piazza al terzo posto e continua a scendere.
Safari tiene salda la sua quota di mercato e la quarta posizione.
Il povero Opera infine, browser dignitosissimo, è destinato a scomparire.

Se compariamo questa statistica con i due anni precedenti, le previsioni parlano chiaro.
Chrome è e sarà il browser più popolare.
Internet Explorer e Firefox si daranno battaglia per aggiudicarsi saldamente il secondo posto.
Safari tiene botta, come si suol dire.
Opera anche lui ci prova, ma la quota di mercato già irrisoria che ha continua a scendere.

Chrome, perché è lui il re incontrastato?

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