Impennata dei virus per produrre i Bitcoin

In un anno gli utenti colpiti sono 2,7 milioni (+44,5%)

Cresce il numero di utenti che hanno subito un attacco da parte di software malevoli per la produzione, a loro insaputa, di criptovalute come i Bitcoin.
Così come non accenna a diminuire l’impennata di questi virus che sta diventando addirittura più invadente dei ‘ransomware’, spauracchio che prende in ostaggio i dispositivi e poi chiede un riscatto ai proprietari. A scattare la fotografia di un fenomeno cresciuto di pari passo all’apprezzamento economico di queste valute digitali, sono gli esperti di sicurezza di Kaspersky Lab e di MacAfee.

“Il numero di utenti che ha subito un attacco da parte di software malevoli per la produzione, “mining”, di criptovalute è cresciuto, passando da 1,9 a 2,7 milioni in un solo anno (+44,5%). Le statistiche degli ultimi 24 mesi mostrano che è sempre più concentrato su paesi con mercati emergenti”, spiega Kaspersky Lab.

E’ sceso invece del 30% “il numero di utenti che si sono imbattuti in un ransomware, passando da 2.581.026 nel 2016-2017 a 1.811.937 nel 2017-2018″.
Per i criminali informatici il ransomware è un modo rumoroso e rischioso di guadagnare, il mining invece è più semplice da mettere in atto e più sicuro”, spiega Anton Ivanov di Kaspersky Lab.

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