Exodus, lo spyware che spiava gli italiani

Si chiama Exodus ed è uno spyware che ha spiato per errore centinaia di italiani. La scoperta è stata fatta da Security Without Borders in collaborazione con Motherboard. Questo spyware è stato sviluppato dalla società calabrese eSurv ed è un software nato per essere utilizzato dalle forze del’ordine e dalle procedure italiane per le indagini. Qualcosa, però, è andato storto e questo spyware è finito in centinaia di smartphone Android di ignari italiani.

Tale spyware è stato inserito all’interno di circa una ventina di applicazioni disponibili gratuitamente all’interno del Play Store di Google. Trattasi di app, per lo più dedicate all’ottimizzazione del sistema operativo Android. Il problema nasce dal fatto che una volta che gli ignari utenti avevano installato queste app, lo spyware entrava subito in azione andando ad effettuare una serie di operazioni tra cui la registrazione delle attività svolte sui device come la navigazione Web e le chat. Lo spyware arrivava addirittura a registrare le telefonate ed a scattare foto dell’ambiente circostante.

Queste app, però, dovrebbero essere indirizzate solamente agli smartphone da spiare a seguito di alcune indagini. Gli utenti, infatti, vengono “invogliati” al download di queste app attraverso alcuni SMS.

In questo caso, però, chiunque aveva avuto la possibilità di scaricare queste particolari app contenenti lo spyware. Il problema, adesso, è stato risolto nel senso che i ricercatori che hanno rilevato la criticità hanno segnato il problema a Google che ha aggiornato Play Protect che impedirà che gli utenti possano installare queste app contenenti lo spyware.

Da capire, a questo punto, il motivo per cui questo spyware sia finito liberamente scaricabile. Errore o azione voluta? La società Esurv sembra intanto essere sparita dal Web. La procura di Napoli vuole, comunque, vederci chiaro ed ha aperto un fascicolo per capire esattamente cosa sia successo.